martedì, gennaio 29, 2008

MIFID, ovvero come confondere i risparmiatori sommergendoli di carta

Sono stato chiamato dalla mia banca per compilare i moduli relativi alla direttiva MIFID. Molto grosso modo tale direttiva impone alle banche di redigere un profilo di rischio per i propri clienti e di impedire certe operazioni (essenzialmente i derivati) a chi ha un basso profilo di rischio.

Si tratta chiaramente di un'operazione di facciata perché il problema principale per gli investitori non è il rischio degli investimenti (che si può tranquillamente evitare) ma i costi di prodotti "a basso rischio" che le banche gli rifilano, pratica in nessun modo compromessa dalla direttiva MIFID. In compenso mi hanno dato almeno un centinaio di fogli e una quindicina di firme da fare.

Come confondere la gente senza minare i propri profitti.

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sabato, gennaio 26, 2008

L'investitore accorto

Un sito molto ben fatto: l'investitore accorto. Si ispira alle teorie di Graham, anche se sembra dare un po' troppa importanza all'astrologia dei mercati finanziari, l'analisi tecnica.

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sabato, gennaio 19, 2008

Risparmio gestito nel carrello della spesa?

Recentemente Coop ha cominciato a vendere nei suoi supermercati anche prodotti finanziari. Un mutuo (su cui non ho preso ulteriori informazioni) e un prodotto di investimento denominato Aurora Perla 2007 proposto con i seguenti slogan:

"un gioiello che consolida il suo valore nel tempo"
"garantisce per i primi due anni il 4% del capitale investito"
"facile come fare la spesa"

Vediamo di cosa si tratta: un contratto di assicurazione caso morte a vita intera a premio unico con rivalutazione annua del capitale. In sostanza è un fondo comune travestito da polizza assicurativa, uno strumento molto usato dalle compagnie assicurative per ridurre la trasparenza e per imporre costi addizionali ai sottoscrittori (non ci sono risparmi fiscali, in ogni caso). E probabilmente la forma di risparmio gestito meno efficiente e più costosa sul mercato in Italia (il che è tutto dire!!!).
Aurora è una compagnia di assicurazioni del gruppo Unipol e il fondo sottostante la polizza dove vanno a finire i soldi dei sottoscrittori è gestito da Unipol. Tutto rimane in famiglia, dunque!!!

Per quanto riguarda il rendimento garantito del 4% i primi due anni non sembrerebbe male ma... frugando nei dettagli si scopre che si è costretti a rimanere nel fondo per quattro anni a meno di pagare costi di uscita del 2% il secondo anno, del 1,5% il terzo del 1% il quarto. Ovvero se si ha bisogno dei soldi prima il rendimento viene eroso in modo sostanziale dalle commissioni di uscita. A titolo di paragone un BTP con scadenza 2012 attualmente ha un rendimento garantito del 3,33% non per due ma per quattro anni. Cosa renderà tale fondo nei successivi due anni non si sa ... il rendimento minimo garantito è del 2% , ovvero molto meno del BTP se tenuto per quattro anni. Inoltre con gli attuali livelli di inflazione tale prodotto espone al rischio di una perdita "reale" ovvero in termini di potere di acquisto.

In cosa investe tale fondo? può investire in qualsiasi cosa anche azioni e derivati, anche obbligazione del gruppo Unipol fino al 100% (magari per finanziare la prossima avventura borsistica di qualche amico...). Naturalmente il fatto di avere un rendimento minimo è un limite alle strategie possibili, ma comunque i gestori possono fare qualunque cosa con i vostri soldi.

Quanto costa? il fondo ha commissioni pari al 1,2% annuo ovvero il quadruplo di un prodotto efficiente comparabile come un ETF obbligazionario o 10 volte tanto un CCT tenuto per 4 anni.

In conclusione Coop approfitta della tendenza che i suoi consumatori hanno a considerare il supermercato anche come una banca grazie all'uso distorto del prestito sociale per vendergli un prodotto inefficiente e costoso in cui altre entità del movimento cooperativo guadagnano (e probabilmente gli retrocedono una parte delle commissioni). Complimenti!!! bell'esempio di responsabilità sociale!!!


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mercoledì, novembre 21, 2007

ENEL, ci risiamo con le obbligazioni al buio

Come due anni fa, ENEL lancia un collocamento obbligazionario e fa pubblicità sui media senza specificare quanto rendono le obbligazioni ( il cui tasso sarà fissato solo cinque giorni prima della scadenza). L'unica informazione è che rendono più dei titoli di stato (e ci mancherebbe!!). Da evitare finché non saranno noti i tassi!!!

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venerdì, novembre 02, 2007

Caprotti e le coop

Di recente ha suscitato scalpore il libro di Caprotti (il fondatore di Esselunga) sui torti subiti dalla sua società da parte delle cooperative di distribuzione (raggruppate nel gruppo/sindacato Legacoop).
Non ho alcuna simpatia per Caprotti e il capitalismo brianzolo che così bene rappresenta, ne ritengo sia stato un grande progresso sociale l'introduzione del supermercato in Italia, come pure non considero chi lavora tutta la vita il sabato e la domenica un eroe bensì un fesso. Oltretutto la cosa mi puzza un po' di assist politico.
Però mi sono occupato più volte della questione coop e val la pena di commentare quanto racconta Caprotti e le risposte che ha dato Coop (qui e qui).
Per chi vive nelle regioni rosse le protezioni politiche delle Coop e la conseguente difficoltà ad aprire punti vendita dei concorrenti sono cose assolutamente risapute e scontate, come pure il forte legame tra dirigenti della sinistra e cooperative.
E' curioso che Coop accusi Caprotti di usare roba riciclata non di dire falsità. Forse sono fatti meno gravi perché sono già noti ? (ma solo agli addetti ai lavori). Questo per i fatti segnalati nel libro.
Per confutare le accuse di favoritismo fiscale Coop usa una curiosa tabella che include tra le tasse pagate anche gli oneri sociali e la stima delle ritenute su salari e stipendi da cui risulta che in questo modo darebbe alla collettività quasi quanto Esselunga. Questo è strano dal punto di vista contabile perché gli oneri sociali rappresentano il costo del lavoro (salario differito) e le ritenute sono pagate dal lavoratore non da Coop.
Se guardiamo i dati nel dettaglio (riferendoci ai documenti presentati da una delle più grandi aderenti a Legacoop, Unicoop Tirreno) vediamo che si smentiscono da soli.
Quello che una società da alla Pubblica Amministrazione è analizzato in dettaglio in uno specifico prospetto, la riclassificazione del Conto Economico da scalare a valore aggiunto presente nel bilancio sociale Unicoop Tirreno. In conformità con i principi di redazione del Bilancio Sociale si considerano tra i contributi alla PA solo le tasse, non gli oneri sociali che vanno al personale e l'importo è pari circa al 1,2% non al 6,1%. Quindi i soldi degli oneri sociali vanno al personale come è scritto nel bilancio sociale o vanno allo Stato come è scritto nel comunicato di Coop? in ogni caso non possono andare da una parte o dall'altra a secondo della convenienza mediatica del momento.

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martedì, ottobre 30, 2007

La panzana delle tariffe elettriche verdi

Con la liberalizzazione del mercato elettrico sono comparse le offerte per acquistare energia elettrica da fonte verde ovvero energia rinnovabile. Facciamo chiarezza:
  • Non esiste modo di distinguere tra elettricità rinnovabile e non per il consumatore.
  • L'energia che vi arriva è sempre la stessa: prodotta da gas, petrolio, nucleare francese, idroelettrico, carbone (in ordine di importanza nella produzione/importazione italiana).
  • L'ente che vi vende l'energia si obbliga a comprarne una quantità equivalente a quella da voi consumata proveniente da fonti rinnovabili.
  • ENEL ad esempio cita energia proveniente da sole, vento e acqua. In realtà essendo le prime due marginali l'energia di cui si discute è essenzialmente quella idroelettrica (vi sentite ancora così "ambientalisti"?) prodotta in Italia o acquistata da Svizzera e Austria.
Il meccanismo di cui si discute avrebbe comunque senso se venisse installata nuova capacità produttiva di energia rinnovabile in base alle richieste, ma così non è. L'Italia produce già energia rinnovabile idroelettrica e geotermica in notevole quantità (circa il 15% pari al consumo di metà delle famiglie italiane che incidono per 1/3 del consumo elettrico totale). Basta che l'ENEL o chi per esso dica che l'energia idroelettrica va sulla nostra bolletta e con un tratto di penna siamo a posto. Paghiamo di più per una cosa che abbiamo già. La Svizzera che produce energia idroelettrica e nucleare potrebbe così venderci l'idroelettrico e tenersi per sé il nucleare, guadagnandoci lautamente (questo non sempre è tecnicamente possibile ma a volte sì).
Per salvare il pianeta questo ed altro !!!

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giovedì, giugno 28, 2007

TFR: cosa fare?

Per chi ha dei dubbi segnalo il sito Tua pensione e il libro di Beppe Scienza: la pensione tradita da poco in libreria.

Naturalmente tutta l'operazione sul TFR ha natura truffaldina, come ho più volte segnalato, e la cosa più triste è la complicità dei sindacati nella truffa (persino la FIOM...). E la cosa più sensata da fare è tenersi il TFR in azienda.

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